L’EDITORIALE DI APRILE

Come ignorare 110 anni di errori, conquiste e progresso e riuscire a farsi male da soli

Il prossimo 17 Dicembre ricorderemo i 110 anni dal primo volo ufficiale della storia, anni esaltanti che hanno portato a conquiste, spesso pagate a duro prezzo, e a certezze sulle quali oggi si fondano le basi del volo moderno in tutti i suoi aspetti: progettuali, tecnici, costruttivi, operativi e, infine, quelli relativi alla sicurezza. Ci si è arrivati facendo tesoro dell’esperienza e sapendo anche mediare fra esigenze rigorose e quella imprescindibile libertà che ancora oggi fa sognare e desiderare di staccare le ruote da terra con meno regole e imposizioni possibili o, meglio, con regole e norme che siano sostenibili. E noi italiani, accanto a capacità tecniche uniche che hanno portato, ieri come oggi, alla nascita di alcuni fra i più affascinanti aerei nelle varie categorie, e accanto a un’inventiva che ha imposto lo stile italiano anche nel mondo dell’aviazione, abbiamo una capacità assolutamente unica di farci male da soli in quasi tutti i settori della vita civile e produttiva, e per restare al campo del volo riusciamo a farci male sia dal punto di vista tecnico che da quello delle regole, e in entrambi i casi per non essere capaci di assumerci responsabilità in prima persona, per il fatto di delegare sempre ad altri (scegliendo sempre i peggiori a rappresentarci) ciò che ci dovrebbe vedere protagonisti. La mia è una asettica constatazione seguita, come sempre, dalle possibili soluzioni, dalle possibili azioni.

Cosa fare? Siamo pochi in un mondo di nicchia, che però è in grado di proporre idee e tecnologia sul mercato globale, vale a dire posti di lavoro e sviluppo qui in Italia, se solo si riesce a far comprendere che il volo non ha bisogno né di aiuti né di padri putativi protettori, ma solo di non essere ostacolato. Lo possiamo far capire solo se si parla con una voce unica e rappresentativa a tutti i livelli. Per una volta mi rivolgo direttamente a chi legge con l’invito a partecipare in prima persona, sacrificando un po’ del proprio tempo, alle iniziative che sono in corso (magari con apporto critico anche a quelle che non si condividono del tutto, perché no?) e che hanno bisogno solo di tutti noi per arrivare a risultati. E farlo con una voce unica significa avere l’umiltà dei grandi, quella che vola alta sulle parrocchie e sulle fazioni, quella che significa smettere di lamentarsi e “fare”, che significa assumersi responsabilità; per questo l’invito è rivolto anche a chi dirige e sostiene AOPA, FIVU, UNICA, AeCI (sì, anche AeCI), perché nessuno mai più lavori nell’ombra per i propri interessi di parte, perché si attui un reale coordinamento fra azioni, pur nella diversità di vedute. Una voce unica che chieda alla politica di interessarsi anche di volo, di semplificare, di far sì che si possa valorizzare ciò che già abbiamo; ad esempio i tanti aeroporti minori che sino a oggi sono stati gestiti in maniera folle, veri buchi neri produttori di passivi spaventosi; ad esempio le piccole e medie aziende italiane; ad esempio il settore dell’aeroturismo, azzerato da norme folli che hanno fatto cancellare l’Italia dalle mete dei raid europei.

In questo quadro la stampa di settore ha un ruolo fondamentale, non solo di denuncia, ma anche di proposte e di semplice circolazione di idee. Far finta che tutto vada bene, anche solo ignorando i problemi, significa solo procrastinarne le soluzioni, aumentando quelli che sono i “danni collaterali”. Sul piano tecnico non rimane che la denuncia, e per fortuna che la si può fare con mezzi a grande diffusione come una rivista. Per questo apro questo numero con un articolo durissimo sulla sicurezza volo, perché sia di monito a tutti sulla faciloneria e sull’irresponsabilità sulla quale ancora oggi molti di voi che leggete siete abituati a chiudere un occhio. Sui campi siete in molti a sapere benissimo cosa non va e a pensare “non mi interessa, non me ne occupo”, a non prendere posizione. Paradossalmente, appena completato l’articolo di pag. 8, “Tentato omicidio”, mi è stata prospettata con preoccupazione la possibilità di essere querelato, per i toni e per le accuse. Ma si accomodino, i due tecnici certificati che segano parti strutturali di un’ala senza dire nulla al pilota che ci dovrà volare, vengano davanti a un giudice a spiegare che se moriva perché le ali si chiudevano non era omicidio colposo, o peggio doloso, e magari ne approfittino per spiegare alla Guardia di Finanza che le migliaia di euro prese in nero per questo e altri lavori sono un peccato veniale, un “così fan tutti”. E spieghino a ENAC che i lavori che effettuano sui Canadair con i quali fior di piloti rischiano la propria vita per salvare quelle degli altri e il territorio non sono fatti così, sfullinando centine e richiudendo un’ala senza più continuità strutturale. E sul piano delle regole e della politica, per chi ha ascolto tramite un mezzo come la stampa, sarebbe altrettanto colpevole non far circolare idee e non prendere posizione anche proponendo le poche voci “fuori dal coro”; una per tutte? “L’opinione” che leggete qui sotto…

Rodolfo Biancorosso

rbiancorosso@volosportivo.com

Pubblicato su News on line. 1 Comment »

Una Risposta to “L’EDITORIALE DI APRILE”

  1. marco arfelli Says:

    Prometto che ti verrò a trovare!
    Mi pare di ricordare che non fumi … preferisci cioccolatini o frutta?
    (A parte ovviamente il filone con la lima ;-))
    ciao, come sempre ottimo editoriale (non ho ancora letto l’articolo)
    arf


I commenti sono liberi per tutti, ma saranno rimossi commenti offensivi o denigratori

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: