L’OPINIONE – DEINDUSTRIALIZZAZIONE?

orsi-fin

Ieri mattina avevo già scritto queste note, ma ho aspettato a pubblicarle, desideravo un confronto di idee a distanza perchè mi sembrava troppo irreale ciò cui stavo assistendo. E il confronto non ha fatto altro che confermare la mia opinione che vi propongo, pur sapendo che è in parte fuori tema su una news agency che tratta di volo sportivo e per passione (ma le conseguenze di quanto sta accadendo le subiremo tutti).

Giuseppe Orsi portato via in manette su ordine del magistrato di Busto Arsizio per corruzione internazionale. Cosa ha fatto? Ha venduto elicotteri all’India, una commessa corposa da 750 milioni di dollari, lavoro per aziende italiane, un affare che riguarda il settore della difesa e i rapporti fra stati. Questi affari, da sempre, sono condotti su canali riservati, lo sanno anche i più ingenui a questo mondo, e in genere sono condotti con la tutela degli stessi stati che non operano certo con i loro istituti di commercio estero, ma con i vertici militari e i servizi. E, a cose fatte, con l’imprimatur ufficiale nelle visite fra capi di stato, visite durante le quali gli addetti commerciali e militari si ritirano in stanze anecoiche a parlare di affari. Il tutto segue canali che rispondono a leggi non scritte, che prevedono commissioni di vendita e intermediazioni, che prevedono accordi sui quali viene SEMPRE apposto il segreto di stato. Il tutto si traduce in lavoro per le aziende nazionali, in occupazione, in economia reale. E su quanto fatto nessuno stato consente di indagare alla magistratura, perchè il controllo è comunque a monte (ed è controllo reale, a differenza di quanto accade in Italia).

Oggi in Italia succede che un magistrato, indagando su ipotesi di reato reali, effettive, entra in un settore che in tutto il mondo è gestito diversamente, e lo fa in maniera plateale con la connivenza impotente di un governo senza spina dorsale, lo stesso che in India ha abbandonato i due marò, lo stesso che sapeva da tempo di quanto stava accadendo e che non si è mosso in anticipo (‘azzo ‘sti professori! Essendo quelli che “insegnano” sanno tutto, eh?). Le ragioni sono molte e non tutte giustificabili, in primis vi è il fatto che il management delle grandi aziende come Finmeccanica deve avere non solo un solido rapporto con il governo, ma deve anche avere visione competitiva sul mercato, sapendo cioé evitare scorciatoie che spesso sono fantozziane: come altrimenti giustificare il fatto che l’impresentabile Lavitola possa inguaiare la prima azienda di stato? Come giustificare mediatori che sembrano usciti da un film dei Vanzina? Forse li si giustifica con il fatto che così è consentito a parte delle provviste accantonate per le mediazioni di prendere altre strade (provviste che nei bilanci riservati delle grandi aziende americane e francesi sono “in bianco”, cioé giustificate sino all’ultimo dollaro). Una gestione a volte sbragata che consente poi alla magistratura italiana di attuare quello che sembra un vero e proprio piano di deindustrializzazione. In fin dei conti cosa importa ai magistrati delle conseguenze? Ecco quindi che l’azione è plateale, con l’arresto di Orsi, neanche con i domiciliari concessi a Spagnolini, ad di Agusta Westland. Perchè? Può inquinare le prove uno come Orsi che è intercettato da oltre due anni? Può fuggire ad Antigua? Può reiterare il reato ora che Finmeccanica è improvvisamente diventata nel mondo azienda da black list? Secondo me non lo può fare, ma un po’ di galera rende l’azione plateale e magari obbliga il governo indiano a rinunciare a malincuore al migliore elicottero nella sua categoria. Grazie!

Forse i magistrati pensano di avere una visione mondiale che portarà alla moralizzazione dell’intero settore, forse immaginano che sulla scia di quanto fanno in Italia già oggi i giudici federali americani arresteranno il CEO di Loockheed Martin e quello di Mc Donnel Douglas, e che in Francia i giudici metteranno in galera il presidente di Dassault, e che si tornerà ad affari nel campo della difesa tutti alla luce del sole.

Sbagliano: americani e francesi – increduli – si fregano le mani, con tempismo davanti al quale bisogna inchinarsi ieri l’India ha deciso di bloccare il pagamento degli elicotteri in attesa delle conclusioni della giustizia italiana (auguri, ne parliamo fra cinque anni) e oggi Hollande con una delegazione di ministri e addetti commerciali è in India per trattare vendita di aerei e impianti nucleari.

Credetemi, ho quasi la sensazione, bruttissima, che sia in atto un piano di deindustrializzazione in Italia, quasi come quello che nel 1946 doveva azzerare la Germania trasformandola in un paese agricolo, con la distruzione delle industrie della Ruhr smantellando macchinari e impianti, facendo saltare le miniere, deportando gli abitanti dell’area industriale in altre zone. E’ un paradosso, ma l’ho già pensato quando un magistrato integerrimo ha impedito per ben tre volte di vendere circa un miliardo di euro di acciaio già prodotto dalla ILVA e messo sotto sequestro, impedendo di fatto ogni possibile successiva azione di risanamento. E non giustifico l’ILVA, sono stato a Taranto parecchie volte e mi sono sempe chiesto come si possa vivere lì, come nessuno per anni abbia mai fatto nulla.

La conclusione? Ve lo dico senza giri di parole: con questa politica e con questa magistratura siamo destinati al fallimento della nazione. Ci potremmo salvare solo, e ripeto “solo”, con una profonda, traumatica opera di pulizia e ricambio di una intera classe politica e dirigente (non ci sono solo i politici e i ministri, ma anche gli alti dirigenti, i boiardi di stato inamovibili e corrotti sino al midollo, una ragnatela di parassiti che a cascata sono stati piazzati in posti dirigenziali nelle varie amministrazioni a far nulla, solo per mantenere consenso) che ci sta svendendo al migliore offerente, invece di promuovere la parte sana e produttiva del paese. In genere un ricambio radicale avviene con le rivoluzioni, ma qui ancora si sta troppo bene perchè accada. Come molti mi auguro che il voto, fra dieci giorni esatti, consenta una “mezza rivoluzione“, che almeno punisca chi ci ha portato sull’orlo del baratro; d’altrone un filo di speranza deve pur esserci. E sin d’ora mi sento vicino ai dipendenti di Finmeccanica e di Augusta Westland, perchè vedrete che una settimana esatta dopo le elezioni si parlerà di esuberi. Magari andranno tutti sotto la Procura di Busto Arsizio, chissà… (rb)

UPDATE: devo aver scatenato un vespaio visto che in un’ora ho ricevuto mail da amici e personalità, a integrazione di quanto scritto riporto un passo della mia risposta a uno di loro che giustificava l’immobilità del governo sulla vicenda:

“ho l’impressione che vi sia un piano preordinato che va ben al di là dei singoli fatti, per quanto macroscopici. Le grandi industrie sono strategiche per l’economia e la sicurezza di una nazione, destabilizzarle significa destabilizzare la nazione stessa, possibile che nessuno pensi alle conseguenze e che nessuno si muova in anticipo? Ed è un piano che viene da lontano, che trova fondamento nella perversa prevalenza dell’economia finanziaria su quella reale, in un’Europa che è diventata un mostro burocratico privo di una reale guida centrale a vocazione europea (gli inglesi si stanno facendo grasse risate, di noi) e anche in un governo che  magari si è chiesto “che facciamo con Finmeccanica”? E non critico i magistrati, ma l’ambiente nel quale si sono trovati a operare, del tutto avulso dal buonsenso e financo dal basilare senso di giustizia che li dovrebbe guidare. Loro stanno facendo il loro lavoro in mancanza di un reale equilibrio fra poteri, e il solo fatto che magistrati d’attacco si possano presentare in politica senza neanche dimettersi dalla magistratura a me fa il terrore.”

Pubblicato su News on line. 7 Comments »

7 Risposte to “L’OPINIONE – DEINDUSTRIALIZZAZIONE?”

  1. Daniele Banfi Says:

    ..è anche bene ricordare che mentre noi distruggiamo quel poco di tecnologico che abbiamo, altri fanno di peggio per difendere la loro industria aereonautica : http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/820352.stm

  2. Prossimo Emigrato Says:

    Complimenti, ottimo articolo. Personalmente credo sia la più onesta e reale fotografia di quanto accaduto. E’ semplicemente inammissibile che la più importante azienda italiana nel campo della difesa (e una delle migliori al mondo) sia attaccata in questo modo da un burocrate amministrativo di Busto Arsizio buono solo a metter timbri. Vada lui a vendere armi agli indiani, se è convinto, come penso, che sia bastata una presunta mazzetta (e non sia merito dei nostri elicotteri che sono i migliori al mondo). E’ inaccettabile politicamente che le operazioni di Finmeccanica non siano coperte da segreto militare. E’ indegno di un paese che è la settima potenza mondiale al mondo (ancora per poco e ormai solo tecnicamente ma non nella sostanza). Spero solo nell’emigrazione di massa. Questo paese è morto e merita di essere seppellito.

  3. Luigi Giavini Says:

    Sono d’accordo in pieno. Al fondo delle cose sta sempre il fatto che i politici non sono al servizio del paese ma hanno messo il paese al loro serv izio. Cordiali saluti. Luigi Giavini

  4. Denis Says:

    Quando ho sentito per la prima volta, giorni fa, la notizia degli arresti mi è subito venuto in mente quello entrato nella storia come “scandalo Lockheed”; credo ci sia qualche analogia da prendere in considerazione. Come tutti sanno, all’epoca una commissione del Senato degli USA avviò un’inchiesta e una volta provata la colpevolezza di Lockheed e la loro “consuetudine” nel corrompere i governi e/o gli apparati militari esteri, il governo USA elaborò ed emanò appositamente una legge specifica per ostacolare, in futuro, questo tipo di corruzione e rendere più trasparente la gestione delle commesse militari. Certo, forse non arrestarono dirigenti e amministratori delegati (che comunque si dimisero), ma il governo americano si schierò fortemente contro la corruzione e l’immagine della Lockheed fu molto danneggiata. Mi chiedo quindi perchè anche noi, oggi, non dovremmo agire in questo senso.
    Non voglio credere che sia prassi comune e giustificabile il pagamento di tangenti per convincere Stati esteri a comprare i nostri prodotti industriali (che se davvero sono i migliori al mondo, non dovrebbero necessitare dell’aiuto di tangenti per essere acquistati), e se anche lo fosse, non è il modo corretto di agire. E non importa se gli altri “fanno così”: logiche di questo tipo sono pericolose. E’ palesemente chiaro che le tangenti e la corruzione sono il male principale delle democrazie occidentali, oltre che il cancro più grosso dell’Italia. Non vedo davvero, quindi, come una qualsiasi rivoluzione (o “mezza rivoluzione”) possa migliorare questo Paese se gli stessi che auspicano tale rivoluzione sono disposti ad accettare la corruzione (nazionale o internazionale che sia) come necessaria o comprensibile o comunque da non punire per non danneggiare le industrie implicate, senza capire che quelle industrie sono maggiormente danneggiate dalla gestione senza scrupoli di certi personaggi.

    • Volosportivo Says:

      Perfettamente d’accordo, ed è esattamente quello che scrivo in questa opinione.
      Non parlo di tangenti, ma di intermediazioni che sono non solo prassi, ma spesso passaggi necessari per coordinare tutti i contatti, e come ho scritto sono passaggi preparati direttamente dai governi in accordo e a tutela delle loro imprese.
      Tangenti sono un’altra cosa, tutti i governi le combattono con norme ad hoc ed è giusto che sia così.
      Quando scrivo che il governo doveva intervenire prima, lo scrivo perchè stiamo parlando di un contratto firmato da qualche anno, e di un intervento recente del management di Finmeccanica che poteva essere intercettato con molto anticipo: i manager si dimettevano, le storie “sporche” si sarebbero interrotte e l’affare andava in porto tutelando l’azienda e i lavoratori italiani.
      Invece si è consentito che Finmeccanica si affidasse a intermediatori fantozziani e impresentabili, il cui scopo era – probabilmente – quello di un kickback con successiva redistribuzione di soldi. Ed essendo il Tesoro azionista di Finmeccanica il governo aveva il dovere di intervenire, almeno un anno fa perchè quello che stava succedendo era ben chiaro a tutti. Resta poi il fatto che la richiesta di arresto di Orsi è di Dicembre 2012, ma che sia partita solo a due settimane dalle elezioni perchè lo squallore della politica italiana sta anche nel fatto che le vicende vergognose che ci caratterizzano sono sfruttate politicamente per bilanciare e contraltare scandali della parte opposta, ovviamente con la magistratura che non aspetta altro.

      Insisto: mi auguro che il voto dia una spallata a questo sistema marcio fino al midollo, che chiunque arrivi al governo per prima cosa ripuliisca la politica facendo in modo che cessi di essere il mestiere meglio retribuito al mondo, anche se non si è mai lavorato o non si è mai prodotto nulla (uno come Casini non ha mai firmato una legge in 29 anni di presenza in parlamento, pagato a peso d’oro come il sultano del Brunei, ma è un nome come tanti). Che cessino finanziamenti osceni e che finiscano i canali che consentono alla politica di distribuire a pioggia miliardi di euro di spesa pubblica del tutto improduttiva solo e unicamente per mantenere consenso. In questo senso mi auguro e vi auguro una mezza rivoluzione, e da quel che sto sentendo in giro il 35% di elettori che si dichiarano astensionisti andranno invece a votare e sembra che i risultati saranno dirmpenti. Vedremo, ma è certo che continuare così, con le stesse persone, che stanno in politica da decine di anni e che ci hanno portato alla rovina, significa accelerare il fallimento di una intera nazione. (rb)

      • Denis Says:

        Ora mi è più chiaro il Suo punto di vista. E non posso che concordare con la Sua opinione.

        P.S. Complimenti per la rivista e per questo spazio web! Leggervi è sempre un piacere.


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