EDITORIALE: LA FESTA DELL’IPOCRISIA

(Foto VS – Andrea Pozza)

Sulla stampa quotidiana, appena terminato il Roma Airshow sul lungomare di Ostia, si è scatenata la polemica sull’esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale, il cui tradizionale passaggio sui Fori Imperiali è stato annullato il giorno precedente, e sullo stesso Air Show che a giudizio di alcuni poteva essere cancellato per “risparmiare”. Qualche voce critica gira anche sulle mailing list e sui forum dedicati al volo, e in poche ore alcuni lettori mi hanno chiesto di prendere posizione. Lo faccio volentieri non limitandomi alla PAN, ma dicendovi anche cosa altro è successo in quella che è la vera festa dell’ipocrisia italiana. Ma lo faccio andando con ordine, dal principio, dati alla mano, perchè solo con i dati si riesce a capire di cosa stiamo parlando.

La PAN è il fiore all’occhiello della nostra Aeronautica Militare, ho visitato la loro base parecchie volte, l’ho seguita con passione nelle sue uscite più spettacolari negli ultimi venti anni, e qualche volta (come in occasione di Avioexpo a Voghera) sono stato anche fortemente critico su alcuni aspetti organizzativi. Mi reputo dunque al di sopra delle parti. E allora sappiate che la PAN è un reparto operativo a tutti gli effetti, brucia carburante e impiega personale altamente qualificato esattamente come fa il 4° Stormo a Grosseto, la 46a Aerobrigata a Pisa, il Reparto Sperimentale Volo a Pratica di Mare, la scuola volo a Latina o quella jet a Galatina. Ogni reparto ha un suo bilancio e quello della PAN è stato comunque ridotto, e come tutti i reparti nel rispetto di questo bilancio la PAN programma ed effettua la propria attività che all’80% è di allenamento. E la PAN l’allenamento  per il 2012 l’ha già fatto, così come ha fatto la programmazione dell’attività di volo. In occasione del 2 giugno la PAN era impegnata anche all’Air Show che, non dimenticatelo, raduna circa un milione di persone, cioé muove economia, e anche tanta. La PAN era già schierata su Pratica di Mare, e l’addestramento era già stato fatto, i soldi cioé erano comunque già stati spesi, senza andare a incidere su nessuno. Un passaggio sui Fori, con un tricolore che ancora riesce a far commuovere la gente comune, era a COSTO ZERO. E oggi la PAN ha fatto la sua bella esibizione al Roma Air Show.

Chi ha deciso di sospendere il passaggio, così come ha deciso di effettuare una parata a ranghi ridotti e senza mezzi motorizzati, non ha risparmiato assolutamente nulla, anzi: ha creato un grosso problema logistico in più perchè ormai tutto era pronto e predisposto, con numerosi e importanti movimenti di uomini e mezzi già effettuati e soprattutto già pagati. Si è voluto dare un segnale di basso populismo, un altro segnale che aumenta la distanza fra le menti pensanti e la gente perbene e una casta (lasciatemi usare questo termine) che ha superato il limite della decenza e quello della vergogna. Non voglio essere accusato di vilipendio, e parlerò quindi di “Quirinale”, non di Presidente, ma se un’istituzione che, sia pur prestigiosa, costa cinque volte in più di Buckingam Palace e non riesce a essere sobria neanche sul mega rinfresco offerto in occasione della festa a politici attuali e politici decotti, giornalisti vari, autorità varie, stilisti, attori e cantanti, è meglio che poi taccia anche sul resto. Perchè il mega rinfresco di extra lusso non è stato ridotto? Semplice, perchè era stato già programmato, deliberato e pagato, esattamente come la parata e come la PAN. E non è tutto: all’Air Show erano previsti anche i display del 339CD e del Tornado del Reparto Sperimentale Volo, l’eccellenza dell’AM: gli allenamenti erano stati fatti nei mesi precedenti, mancava solo il display.  I soldi per questa esibizione, cioé, erano stati già spesi. Ebbene, per “sobrietà di immagine” le esibizioni del 339 CD e del Tornado  sono state sospese, con un solo giorno di preavviso prima dell’Air Show a testimonianza di decisioni prese solo per poter dire di aver fatto qualcosa, senza il minimo rispetto non solo delle professionalità, ma dei soldi già spesi!

Qual’è la morale? Che se vogliamo essere populisti da domani possiamo anche decidere che non si fa più nulla in Italia, che l’AM rimane a terra e devolve i propri budget ai terremotati (o perchè no ai partiti politici se magari elimineranno i contributi pubblici, mica vorremo metterli in difficoltà…), o che la Guardia Costiera smetta di uscire dai porti e che lo stesso faccia la Marina Miltare: immaginate che risparmio di soldi…

Quello che è successo è insomma il festival dell’ipocrisia, per far vedere che qualcosa si è fatto, ma senza risparmiare nulla, anzi perdendo un qualcosa di enorme: quell’enorme tricolore su Roma che non sarebbe costato nulla e che ci è stato negato. Ripeto, rispetto a quanto si è speso in allenamenti e programmazione, il costo era ZERO, il trasferimento era già stato fatto e abbracciava due eventi, e nessun risparmio sarà girato ai terremotati per questo mancato sorvolo. Che questo sia chiaro per tutti, anche per coloro che la pensano diversamente e che meritano il massimo rispetto. Ma i dati sono questi. La provocatoria proposta che leggete qui sotto, quella di ridurre per tre mesi a 5.000 euro gli stipendi netti e le pensioni nette statali ad alti funzionari, manager, dirigenti e politici, sarebbe stato un segnale fortissimo e avrebbe messo sul piatto cash centinaia e centinaia di milioni di euro immediatamente, ci si ricostruiva l’Emilia senza dover chiedere nulla a nessuno. Ebbene, tutti i direttori di quotidiani, tutte le redazioni l’hanno ricevuta, qualcuno ha risposto dicendo che è suggestiva, ma impraticabile per mille motivi, altri che è una proposta forte, ma che la linea editoriale della testata non prevede queste provocazioni, altri non hanno risposto. Avevate dei dubbi? I sacrifici sono tutti per noi, che sia chiaro, tanto ad aumentare le vergognose accise sulla benzina basta un decreto.

Il tricolore il 2 giugno lo abbiamo perso, e anche in questo io vedo un segno di questo tempo: un cielo senza tricolore il 2 giugno è l’immagine perfetta di un paese che non ci meritiamo.

Rodolfo Biancorosso

17 Risposte to “EDITORIALE: LA FESTA DELL’IPOCRISIA”

  1. Ignazio Condarelli Says:

    Sono d’accordo su tutto e non dimentichiamo gli aerei venduti all’estero grazie alle esibizioni della PAN !!

  2. Stefano savoia Says:

    …..46ma Brigata Aerea di Pisa…

  3. Giancarlo Riolfo Says:

    Bravo Rodolfo. Non ho altro da aggiungere.

  4. Chris Hawk Says:

    Pienamente d’accordo 2 giorni fa ho pubblicato sulla mia bacheca facebook lo stesso identico pensiero…

    Ciao Rodolfo

    christopher castrichella

  5. Filippo Rondini Says:

    Sono d’ accordo con tutto quello che hai scritto, Rodolfo.

    Filippo Rondini

  6. Jack Says:

    Grazie a tutti, a Rodolfo in particolare. Queste cose sono dure da accettare per un professionista, soprattutto se oltre che per lavoro, il volo lo pratichi per passione. Avrei voluto far vedere cosa poteva fare il “mio Macchino” ai ragazzi che sognano la mia carriera, come vedevo io le manifestazioni dell’ AM prima di intraprendere questo, seppur travagliato, meraviglioso percorso. Sappiate che non tutti sono appassionati volo; non lo sono tutti i piloti, per quanto assudro possa sembrare. Un caro saluto a tutti.

  7. Andrea Pozza Says:

    A casa subito, e senza liquidazione!

  8. Gianluca C Says:

    concordo pienamente con tutto quello che hai detto, specie per quanto riguarda il discorso dei soldi da devolvere in favore dei terremotati, molti non sanno che per grandi eventi come la parata del 2 giugno o un air show come quello di Ostia che ha superato il milione di presenze i pagamenti sono tutti fatti molto tempo prima del verificarsi dell’evento….inoltre se posso permettere un’aggiunta per la manifestazione di Ostia molte aziende private hanno messo il loro nome sul manifesto dell’evento ed erano presenti con degli stand, vedi Honda, 3, Nikon, Breitling e così via di conseguenza parte dei soldi usati sono arrivati da aziende privati che hanno pagato per mettere il loro nome e il loro stand alla manifestazione esattamente come succede negli stadi o sulle maglie dei calciatori….ci sono molti modi per risparmiare soldi e darli a chi ne ha bisogno (100 milioni dei partiti come rimborso, 260 milioni per le nuove auto blù) certo non toglierli a quelle manifestazioni dove una persona ringrazia tutti coloro che hanno dato la vita per poter essere Italiana…..viva l’Italia, viva le forze armate

  9. Naught Says:

    Non è un problema di soldi già spesi, ma di essere opportuni. Se la logica è “the show must go on” anche davanti alle tragedie, diventa facile dare del populista a chi non condivide tale visione.

    • Volosportivo Says:

      Massimo rispetto a chi ha idee diverse.
      Ma qui non si tratta di “show must go on”, anzi: se fosse stata sospesa la parata il tutto avrebbe avuto una diversa giustificazione. Ma fare la parata e negare un tricolore in cielo che fa parte del patrimonio delle persone oneste che ancora (per quanto?) amano questo Paese è stato semplicemente un atto di populistica ipocrisia. E sul piano economico sono obbligato a sottolineare due motivi precisi:

      1) Il passaggio era a costo zero, insisto e lo ripeto, i soldi erano già stati spesi da tempo, la PAN era comunque schierata a Pratica e comunque avrebbe volato il giorno successivo
      2) Con il mancato passaggio neanche un centesimo è stato versato ai terremotati, la mia personale accusa di populismo deriva solo e unicamente da questo.

      Infine: l’Air Show a Ostia ha movimentato economia, non è costato un solo euro allo stato grazie agli sponsor, e posso confermare che durante tutta la manifestazione sono stati rivolti inviti incessanti al pubblico (un milione di persone) a fare una donazione via sms. Se solo il 10% avessero fatto la donazione stiamo parlando di 200.00 euro, ma penso siano stati di più, perchè gli italiani, e gli appassionati di volo in particolare, sono persone generose a dispetto del modo in cui sono trattati e governati (rb)

  10. Michele Monteleone Says:

    <sono completamente in sintonia con l'autore dell'articolo,il vero spreco è stato nel ridurre sia la parata che il sorvolo della PAN perchè ormai i soldi erano già stati tutti spesi.

  11. Andrea Zorzi Says:

    Caro direttore,

    BRAVO! Hai centrato il problema e condivido l’editoriale.
    In mezzo a un coro di voci demagogiche ed ipocrite la tua analisi limpida e realistica si distingue per la sua onestà intellettuale, qualità rara di questi tempi.

    Andrea Zorzi

  12. andrea schiavone Says:

    Mi dispiace dissentire completamente sulla questione della PAN all’Air Show di Ostia, dove non c’era un milione di persone, ma solo 300mila (la stessa Prefettura ha parlato di 500mila scarse). E’ stato fatto un regalo ai privati e l’AM ha speso altri soldi per allestire, sempre all’Air Show, su 2 km di lungomare, l’impianto di diffusione sonora. Allora, sono d’accordo, era meglio il tricolore della PAN ai Fori Imperiali. Farlo ad Ostia è stato un insulto ai terremotati e alla Repubblica.
    Tutto quanto sopra è documentato sul nostro sito, sezione comunicati stampa (http://comitatocivico2013.blogspot.it).

    Andrea Schiavone – Coordinatore ‘Comitato Civico 2013’
    (www.cc2013.it)

  13. marco bertolini Says:

    Vi parlo da soldato di mestiere: è logico che se si riducono le celebrazioni a “feste”, le stesse possono sembrare inopportune in determinati momenti. Il fatto, invece, è che cerimonie come quella del 2 giugno non sono semplicemente feste, o show che come tali must go on, ma momenti di affermazione della propria identità, del nostro orgoglio di riconoscerci in una Patria che sta attraversando grandi difficoltà. Proprio perchè siamo in difficoltà, quindi, avremmo avuto una ragione in più per far suonare più forte le nostre fanfare e per far volare più alta la nostra PAN. E’ a questo strabismo che ci fa prendere “lucciole per lanterne” (cioè, gozzoviglie caciaresche per rivendicazioni di identità) che si deve la nostra settantennale debolezza. Intanto, gli altri ci ridono dietro.

    • Claudio Giovanazzi Says:

      D’accordo al 100% con Marco Bertolini.
      Il vero problema è la mancanza dei Valori, che porta inesorabilmente al declino.

      E se proprio il Tricolore a Roma non lo volevano (e non lo meritavano) potevano farlo volare alto nei cieli dell’Emilia, così da rendere omaggio e segno di Unità Nazionale alle persone colpite dal sisma.

  14. cesare Says:

    Purtroppo devo prendere atto di concordare in pieno su quanto sopra espresso. Che Paese:hanno sbandierato tanto i 150 dell unità e alla fine non sanno nemmeno fare 4 conti. Forse che sia proprio l Unità che ci fa prendere lucciole per lanterne? Srebbe proprio triste!!!


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