DC-3 VOLANDIA – ECCO COSA NON FARE

Domani, Sabato 5 Maggio, il DC-3 I-RAGF potrà essere “ammirato” nei locali del museo Volandia alla Malpensa. Con un ultimo decollo da Perugia e un ultimo atterraggio a Malpensa, si condanna così a morte l’ultimo DC-3 italiano in condizioni di volo, un vero delitto emblematico della mancanza di cultura che sta affossando un Paese come l’Italia, che ha fatto la storia del volo. Un’offesa, una vergogna che lascia senza parole e che comunque è costata un bel po’ di soldi. Gli stessi che potevano essere utilizzati per mantenere l’aereo in condizioni di volo e utilizzarlo come biglietto da visita volante del museo, in giro per l’Italia, come accade in tutto il mondo civile (basta varcare un solo confine e andare in Francia o in Svizzera per scoprire che i musei hanno l’orgoglio di mantenere i loro aerei storici in condizioni di volo e di esibirli in occasione di manifestazioni e Airshow). Vedere il DC-3 atterrare e arrivare al parcheggio per essere imbragato da una gru, pronto per andare a marcire in un capannone, lascia sgomenti soprattutto sul futuro dell’aviazione italiana: un Paese che non rispetta la storia del volo non ha proprio più speranze

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Pubblicato su News on line. 8 Comments »

8 Risposte to “DC-3 VOLANDIA – ECCO COSA NON FARE”

  1. ff0rt Says:

    Capisco benissimo i sentimenti. I musei vanno benissimo, ma perché non c’è nulla o quasi di volante d’epoca? All’estero gli air-show sono pieni di warbird ed affini, da noi i Macchi 202 e 205 sono solo nello (splendido) museo di Vigna di Valle.

  2. Volosportivo Says:

    E’ una questione di mentalità. Nel 1999 fui invitato da Alberto Anzillotti, al tempo neo Direttore del Museo di Vigna di Valle, a visitare il museo stesso prima dell’apertura con il nuovo hangar appena restaurato. Mi disse che un terzo degli aerei esposti poteva tornare in linea di volo senza grosse spese, e alcuni erano unici al mondo. Lui avrebbe voluto provarci, ed era molto critico verso la gestione “mummificante” del tempo. Espresse queste critiche in un editoriale su AS, e il mese dopo fu rimosso.
    E noi continuiamo ad andare a Duxford per sentire i Merlin cantare… (rb)

  3. alessandro Says:

    Sicuramente ci saranno svariati motivi economici per tale decisione…ma penso che a qualsiasi appassionato di volo faccia molta “malinconia” l’ultima foto col DC3 imbragato…

  4. Guido D'acqui Says:

    Che pena !

  5. Carlo Says:

    Anch’io non capisco questa scelta da parte dei responsabili di Volandia. Sarebbe stato meglio, a mio avviso, restaurare alcuni pezzi unici che stanno purtroppo marcendo tra Cascina Costa e Vizzola, mi riferisco soprattutto al grande (in tutti i sensi) elicottero triturbina Agusta Zappata AZ.101. Al museo recentemente è arrivato anche un Mooney M.20, bellissimo fin che si vuole, ma che con Vizzola e la storia dell’aviazione italiana non c’entra purtroppo nulla, cosa che non si può dire per lo AZ.101. Tornando al povero DC-3, da fonti ufficiose sembra che i motori di cui attualmente è dotato saranno smontati e rimpiazzati con altri non funzionanti. Sempre dalle stesse fonti ho appreso che il DC-3, così come viene esposto, viene abbastanza snobbato dai visitatori.

    • Volosportivo Says:

      Si, i due motori così come sono possono valere 150.000 euro.
      Diciamo che è il colpo di grazia, per essere sicuri che davvero non possa volare mai più. Non posso che far mio il commento di Guido D’Acqui: che pena! (rb)

  6. cesare Says:

    In quest Italia della politica e della burocrazia non si può non avere che risultati del genere:tristezza e malinconia per le teste d uovo che regolano la vita pubblica e politica ed economica del Paese. Poveretti sono tutti raccomandati o vincitori di concorso(quelli fatti in Italia) per cui ciò che manca loro è “quello spirito di iniziativa rivolto al futuro” perchè ciò che conta èil “mantenere l esistente” cosi non si hanno le rogne di dover rispondere delle proprie decisioni. Ma è possibile che per vedere qualcosa di vivo bisogna andare all estero? Possibile che non si possa sfruttare anche economicamente risorse a disposizione in modo da creare un volano non solo per posti di lavoro ma, soprattutto per creare una cultura di ciò che è stata l evoluzione dello spirito dell uomo.

  7. Roby851 Says:

    Buonasera a tutti….
    Sono un volontario di Volandia e x questo mi sento chiamato in causa,
    Innanzitutto vi posso garantire che a TUTTI NOI dispiace vedere un’aereo di valore come un dc-3 in un museo, ma di certo noi non lo abbiamo condannato a morte!!!
    Innanzitutto TUTTI NOI avremmo voluto vedere il nostro dc-3 volare nel cielo, ma purtroppo, in Italia non è possibile per 1000 e piu motivi,
    penso che sia meglio a questo punto poter ammirare l’ultimo glorioso dc-3 volante italiano in un museo dove personale qualificato e appassionato ne racconta le imprese e permetta cosi di tener viva la memoria di questo gloriosol dc-3 piuttosto che vederlo marcire in un’hangar a Perugia dimenticato da tutti perchè non dimentichiamoci che l’aereo non avrebbe MAI volato indipendentemente da Volandia!!!!!!


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